martedì 28 febbraio 2012

Del Libro Digitale

Il libro digitale, proprio in virtù della sua smaterializzazione, della sua fluidità, della sua impermanenza, della sua postmoderna liquidità, accentua la levità, la purezza assolute della parola poetica, che vive essenzialmente nel pensiero del lettore e nella sua coscienza interpretante.
Con il libro digitale, la condizione dell'opera che prende forma, che inizia davvero ad esistere, nel momento e nei modi in cui viene recepita e interpretata, troverà la sua traduzione e la sua visualizzazione più piene.
Vero è anche che la censura diverrà sempre più ardua, se non in quei paesi in cui anche la rete viene monitorata e censurata.
E, soprattutto, si potrà aggirare, grazie ai libri elettronici gratuitamente distribuiti tramite la rete, quella che è forse, oggi, in campo letterario, la censura forse più inflessibile e dura: quella esercitata (come sostiene Dubravka Ugresic in "Vietato leggere") non tanto da regimi politici, quanto dal mercato editoriale, che impone prodotti spesso scadenti controllando la distribuzione, inondando librerie, edicole e ipermercati, e anteponendo, com'è ovvio, il profitto al valore culturale.
Certo la rete esigerà lettori aperti, intraprendenti, voraci ma nello stesso tempo vigili, dotati di gusto sottile e spregiudicato ma, in pari misura, di una solida e stratificata preparazione (la quale dipende dalla passione individuale, ben più che da qualsiasi inutile imposizione scolastica).
Lettori capaci, finalmente, di discernere il reale valore di un autore e di un'opera, al di là degli schieramenti (ideologici e partitici, più che culturali) che hanno controllato e controllano rigidamente, con sistematiche e scientifiche lottizzazioni, l'editoria e la comunicazione tradizionali.

Ho già toccato argomenti simili qui:

http://www.paginatre.it/online/2011/08/08/4701/

http://www.diesse.org/detail.asp?c=1&p=0&id=4896

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