martedì 8 gennaio 2019

Giselda Pontesilli, «Del sentire cattolico»* (Omaggio a Mario Perniola)





Sto seduta in una scuola

che non ho mai frequentato

in un’aula d’altri tempi
in un banchetto di legno lavorato
in un lontano passato:

meraviglioso oggetto
col piano, leggermente inclinato,
di riposata, ripensata altezza
che educhi conforti
a una posizione lieta
desta: è
apribile (all’interno
si possono riservare varie cose)
e di lato
ha una specie di piccolo
scaffaletto, per gli antichi libri -penso-
che -col pensiero- vi trasporto
vi metto.

L’aula è ampia
con tende veneziane
alle vetrate ampie, bianche, arcuate.
La cattedra
in alto, dominante
è di forma non pesante, svasata
è davanti a una grande
croce lignea dipinta,
con il Cristo: un’icona
e di fianco
in simmetrica asimmetria differenza
Venere con le Grazie
di Botticelli.

Siamo nell’Istituto
Villa Sora, dei Salesiani
vi si stanno svolgendo,
non in quest’aula, esami
di idoneità.

*Tra gli altri, Del sentire cattolico è un lavoro di Mario Perniola. Fa parte di una trilogia (Del sentire, Il sex appeal dell’inorganico, Del sentire cattolico).

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